PAURA DI FARE MALE

Decenni di false credenze hanno spaventato i genitori che abdicano al loro ruolo, nel timore di procurare traumi o stress ai figli.

*Negli ultimi anni una serie di concetti, idee, miti, affermazioni pseudoscientifiche sono stati divulgati dai media e legittimati da applicazioni errate di teorie o scoperte scientifiche. I genitori, disorientati e colpevolizzati, invece di porsi come guida per i figli attraverso la complessità della vita, sono stati spinti a creare attorno a loro una calotta che li protegge dalla realtà esterna, vissuta come incontrollabile e pericolosa.
Una di queste teorie catastrofiche è che per salvaguardare le doti innate e la creatività del bambino e dell'adolescente si debba essere permissivi a tutti i costi. Quindi niente regole, incentivi, ricompense e punizioni, che potrebbero procurargli stress, frustrazioni e traumi. Ciò reprimerebbe la sua vitalità o procurerebbe problemi psicologici. Al contrario Piaget afferma che sia il bambino che l'adolescente imparano a conoscere il mondo e a crescere solo superando gli ostacoli. Solo ciò crea fiducia in sè , nelle proprie forze: crea il proprio equilibrio psicofisico.
Un'altra credenza è quella secondo cui per risolvere i problemi dei giovani basti rafforzare la loro autostima rassicurandoli continuamente sulle loro capacità. Ma la stima di sè si conquista solo attraverso le esperienze personali, non può esserci regalata da altri.
Un'altra credenza radicata nella cultura contemporanea è che la madre sia la principale artfice dei problemi dei figli. A lei va la colpa di tutto o quasi: se non è stata "sufficientemente buona" i figli saranno deprivati affettivamente; se non è stata un a"base sicura" o non c'è stato l'"enfant bonding" (il contatto fisico nelle prime ore di vita) il figlio avrà tutta una serie di disturbi.
Tutte queste teorie portano i genitori all'ansia, al timore di non fare abbastanza o di fare male. Insomma, per paura di deprivare, i genitori iperproteggono.
Allo stesso modo si afferma spesso che dietro un adolescente problematico c'è una famiglia deprivante o maltrattante.
Ma non siamo più nel periodo dell'anteguerra, la famiglia è cambiata.
Il vero problema di oggi non è più la deprivazione, ma l'eccesso di benessere, l'iperprotezione, il permissivismo, la delega, le cose scontate.
Va anche considerato che in teoria, se un genitore dà uno schiaffo al figlio, questo può chiamare "telefono azzurro" e mettere sotto processo i genitori per maltrattamenti; se si arrabbia e capita di dare in escandescenze si chiamano gli assistenti sociali. Se il genitore non aiuta costantemente il figlio negli studi, non lo accompagna in auto a scuola, se non gli ricompra il cellulare che perde in continuazione (ce l'hanno tutti, no?), se un insegnante si permette di criticare un comportamento o un abbigliamento e il genitore non lo difende, ecco che il genitore è irresponsabile, non si occupa abbastanza del figlio. La colpevolizazione e l'iperprotezione si allargano a macchia d'olio e ad altri contesti educativi, chi si oppone viene isolato e ritenuto 'pericoloso'.
Intanto i giovani crescono deboli e insicuri, incapaci di assumersi responsabilità.
Potremmo fare altri mille esempi, ma preferiamo invitarvi ad osservare attentamente e poi inviarci un'email. Sapete, anche noi potremmo essere diventati troppo 'cattivi'.

* questo articolo è ripreso e liberamente rielaborato da "Modelli di Famiglia", Nardone G., Giannotti E., Rocchi R., Ed. TEA, 2006